INCISIONI 2015/2016


A livello incisorio ho ripreso il ciclo dei segni zodiacali, portandolo finalmente a termine. Quei cerchi irregolari, le linee imperfette, i tratti spigolosi incisi sullo zinco, tutto si fa maestro ed esempio di una tecnica dedita al simbolo. Simbolo che appunto è presente in ogni incisione e, come nell’astrologia un simbolo determina il nostro temperamento e carattere, così ognuno di essi completa l’allegoria rispecchiando le proprie caratteristiche, sancite dalla posa, lo sguardo o le fattezze.  Così il nero dell’inchiostro può evocare il bagliore delle stelle. A livello litografico invece ho esplorato altri mondi, se si può dire, facendomi carico di quella che ho realizzato essere un compito sociale dell’artista. Ma forse per esser un introduzione ho già scritto fin troppo..



Aries    Taurus     Gemini     Cancer     Leo     Virgo     Libra     Scorpius     Arcitenens     Caper     Amphora     Pisces

 Referendum 17 Aprile           Referendum 17 Aprile su grigio

 

Descrizione immagine

Virgo- incisone calcografica, acquaforte


"Parlare in favore della verginità significa accusare vostra madre."


William Shakespeare

 

L’anno scorso realizzai tre acqueforti, due delle quali, Virgo e Toros, facevano parte già di un primo disegno del ciclo zodiacale, ciclo che non vedette mai la luce. Trovo strano però di come certi accostamenti si rivelino essere coincidenze e non meditati. In virgo, attribuivo all’allegoria della vergine il valore della virtù. Quest’anno studiai invece di come il toro, simbolo di passione amorosa, fosse associato a Dioniso, (anche detto “dio dalle corna”), divinità per la quale venivano organizzate orge dalle sue fedeli, le baccanti. Fra tutti i segni che potevo scegliere, perché fu puramente casuale, andai a scegliere gli opposti. L’allegoria del sacro in contrapposizione all’allegoria del profano, virtù contro l’istinto. Qui però non voglio intendere la vergine come virtù, ora la voglio intendere come natura, paradossalmente, proprio l’istinto. Lessi una breve storia una volta:  

 

“Un giovane spensierato camminava incurante del fatto che tutti lo fissassero per la sua straordinaria bellezza. E come camminava bene! Che bel portamento! Che espressione divina. Era talmente straordinario che gli chiesero: “ma tu, come fai a essere cosi?” Il ragazzo da prima non capì, ma quando gli fu fatta notare la sua bellezza, il ragazzo perse subito tutto quel fascino che lo circondava.”

 

Il succo è che certe cose sono inconsce in noi, e anzi, la loro bellezza, sta proprio nel fatto che non curanti degli altri esse emergono. Nel momento in cui ne prendiamo consapevolezza e le forziamo saremo solo ridicoli. Una pianta cresce a modo suo, con i suoi tempi, con la sua acqua e con la sua forma. Può scegliere di seguir virtù o peccato (chi poi stabilisca cosa è cosa, è una altro discorso) ma sarà se stessa fino al suo inverno. La vergine è la madre terra sulla quale tutti cresciamo, la grande madre, chiamatela come preferite, essa è la vita.