OPERE


All'inizio pensavo che la tecnica fosse tutto. Forse tutti gli esordienti al mondo dell'arte pensano che imitare puntigliosamente la realtà che ci circonda, quella di ogni giorno, sia la risposta, sia arte. Non ricordo quando ho iniziato a disegnare, ma sono stato della stessa idea per molti anni. Solo recentemente ho compreso che il riprodurre il mondo che ci circonda non è in sè per sè un arrivo, ma un passo neccessario. In parte una soddisfazione nel dire "lo ho fatto anche io" un pò un autocompiacersi del proprio lavoro, in quanto, uno sfoggio di tecnica premia sempre ,ma non dice molto a livello di contenuto. Un capolavoro tecnico che non comunica un messaggio o emozioni è pur sempre arte?  A questo ci sto ancora pensando.


               Mandela    Owl     Mist     Wisdom    La pietà    Principio    Danza


Descrizione immagine

La pietà Grafite su Bristol (2014/2015)


Certi passi come questo sono tratti dal mio diario dello stesso anno non  hanno in sé molto di collegamento con l’opera sono più che altro un occasione per condividere pensieri e stati d’animo di quegli anni. Riscrivere queste parole per me è stato molto evocativo e per quanto alcune frasi magari non rendano al meglio, son felice di averle pensate.


30 gennaio 2015


“Ponendomi le mie domande esistenziali  mi resi conto di quanto l’essere umano abbia bisogno di una fede. Io ho un credo, è nel Bushido: un codice morale orientale rigido, formato da 7 principi che poggiano sull’onore. Ma esso è fondato sulla volontà dell’uomo e di come ci si aspetti il meglio da chi ci circonda: “Io scrivo il mio destino ed è mia responsabilità”.

La maggior parte delle fedi “impongono” al credente l’accettazione di un essere superiore, che, con trame imprescindibili, scrive il nostro destino, forza gli eventi e ci accompagna ogni secondo della nostra vita. Ed ecco io credo di aver capito che questa versione della fede si sia evoluta per ovviare ad un bisogno dell’uomo, lo spaesamento davanti all’immensità della vita. Certo, chi si è già posto il problema almeno una volta prenderà questi mie frasi come per scontate, ma ci tengo a scriverle lo stesso. Il sentirsi persi è il perché della religione. Un bambino da solo  al supermercato che crede che un folletto dall’alto degli scaffali vegli su di lui. Per quanto l’esempio potesse sembrare leggermente denigrante, io capisco chi ha una fede di questo tipo, e per questo rispetto.

Mi vien da sorridere perché una volta, una mia professoressa, mi disse che la neve fa parte delle tre cose sulla quale non abbiamo controllo: La neve, i treni e la febbre. In nessuna di queste circostanze la colpa è nostra e sono concetti che prescindono la nostra volontà, possono essere quindi giudicati divini?”