OPERE 2015/2016


Già dall’anno scorso ebbi la fortuna di imbattermi in Hillman e nella sua psicologia per immagini alchemiche, quasi poesia a mio avviso. Quest’anno ho puntato molto sullo studio di quelli stessi pensieri che ho scoperto essere di matrice Junghiana, ispirati a sua volta da G.R.S. Mead, quanto da un giovane Nietzsche: La valenza del simbolo e del mito. Il simbolo ha un potere antico e quanto più vero. Basti pensare ad ogni singola lettera che state leggendo: quella “a” non sarà mai soltanto un segno, ma nella nostra testa avrà sempre un valore fonetico, per dirne uno fra tutti, ma potrei continuare. A loro volta questi valori del simbolo sono legati alla cultura o origini di un determinato popolo o luogo, quindi al mito. 

 

 

Noam Chomsky          Martin Luther King               Il senso della vita                Referendum 17 Aprile            Zolfo             Radici

 

Descrizione immagine

Il senso della vita- Stampa calcografica su fogli rosaspina 220 g


"Quale è il senso della vita?
Questa era la tematica del progetto per Editoria dell'Arte, un tema filosofico esistenziale. Mi confrontai con le persone che mi erano più vicine, cercando di scoprire il loro parere al riguardo, quale fosse il loro senso della vita. E come si può dedurre, e mi aspettavo, mi sono ritrovato davanti alle risposte più disparate. Non nel senso di incoerenti, ma piuttosto opposte. Ogni individuo ha un diverso scopo in quest'esistenza e tale glielo attribuisce. Come potevo fare quindi a portare un libro che potesse rispondere al problema? 
Decisi di realizzare un volume aiutandomi con una poesia di Baudelaire, la tristezza della Luna. In questa poesia, per me molto importante, la Luna piange una lacrima e un poeta nottambulo la nasconde nel suo cuore, per impedirle di evaporare al sole. Cosi doveva essere per il mio libro d'arte. Realizzai le incisioni e rappresentai ciò che era per me il senso della vita, poi lo sigillai nel libro stesso, come uno scrigno che non puoi aprire, un tesoro che non puoi conoscere, pur avendolo fra le mani. Il senso della vita è una lacrima. Celando ciò che voglio dire, io lo comunico in ciò che lo spettatore vede. Sapendo che li dentro c'è il mio senso della vita, e non potendolo aprire, ognuno proietta nella sua mente il proprio, e qual ora non ne avesse uno, beh, per lo meno si pone l'interrogativo.  
In questo caso il libro allora smette di essere "libro". Non ha la funzione di essere sfogliato, come del resto non rimane soltanto una mera provocazione. Io lo vedo piuttosto come un monito, uno strumento. Infatti ,quest'opera non ha senso di esistere ,se non, quando qualcuno si domanda quale sia il suo senso di esistere, tra le altre cose dubbio. Io credo che quest'opera non sia poi cosi simile ad un libro d'arte, quanto piuttosto ad un essere umano. "