Illustrazioni e studio incisioni (2014/2015)


Tutti i seguenti disegni sono stati realizzato per il primo anno accademico. Fra simboli e poesia in essi posso dire di aver scoperto, oltre che una certa disciplina anche la peosia del segno. Un continuo protendere verso la perfezione del gesto e  di come affronto tutte le cose, sino a scoprire una vera e propria spiritualità  in ciò che disegno. Sono disegni per la maggior parte relegati ad un unico book di schizzi e studi dove viene data uguale importanza a tratto e lettera.


Ignis    Ispirazione    Aegis      Ambizione    Paura    Not you    Durer tribute    Azzurro    Masks    Inverno    Primavera     Texture    Eros e Thanatos

Icaro 1   Icaro 2   Icaro 3   Spiritualità   Dedizione    Passione   Armonia 


Descrizione immagine

Eros e Thanatos- Micron su book da schizzi (2014/2015)



Che mai ti cruccia, o cavaliere armato, solo e pallido errante?
Giace prostrato il giunco in riva al lago, né uccello canta.
Che mai ti cruccia, o cavaliere armato, così smunto e abbattuto?
Lo scoiattolo ha colmo il suo granaio, e fu colto ogni frutto.


Un giglio hai sulla fronte rugiadosa di febbre e di tormento, e sulla guancia una rosa appassita rapidamente muore. 


Una dama incontrai bella nei prati, figlia delle fate;
lunghi i capelli e il passo suo leggero, e gli occhi folli.
Composi una ghirlanda pel suo capo, e braccialetti e un cinto
fragrante, mi guardava innamorata, con un dolce lamento.
Sul mio corsiero al passo la posai, né altro vidi quel giorno,
ché reclina da un lato ella cantava canzoni d’incantesimo.


Cercò per me dolci radici e miele e rugiada di manna;
nel suo ignoto linguaggio ella mi disse: «Amo te solo».
Nella magica grotta mi condusse, là pianse disperata e sospirò là io le chiusi i folli,


folli occhi con quattro baci.  Mi cullò fino al sonno,


là misero sognai l’ultimo sogno
da me sognato mai lungo il pendio della fredda collina.
Vidi pallidi re, guerrieri e principi


dal mortale pallore che gridavano: «La dama senza pietà
ti ha preso nella rete».
Nel crepuscolo vidi le arse labbra in orrida minaccia spalancate,
e quivi mi svegliai lungo il pendio della fredda collina.
Per questo io qui soggiorno solo e pallido errante,
benché il giunco è prostrato in riva al lago, né uccello canta.”


John keats, La bella dama senza pietà